Qualche giorno fa ci arriva via WhatsApp una foto dal nostro amico e paziente Domenico Longo, maestro e direttore d’orchestra. Nello scatto lo vediamo in spiaggia, sulla sabbia chiara, mentre si concede un momento di relax passeggiando in riva al mare. L’espressione di Domenico nella foto trasmette sicurezza, serenità e libertà di movimento.
È un’immagine che ci emoziona, perché racconta meglio di mille parole cosa può succedere quando competenza tecnica, innovazione e attenzione alla persona lavorano insieme. Dietro quella passeggiata sulla sabbia non c’è solo una protesi: c’è un percorso fatto di progettazione, adattamento, ascolto e fiducia.
Protesi di arto inferiore: prima di tutto un progetto su misura
Quando si parla di protesi di arto inferiore si pensa spesso soltanto al dispositivo tecnico. In realtà una protesi efficace nasce sempre da un processo di progettazione personalizzata, costruito attorno alla persona.
Ogni paziente ha caratteristiche fisiche diverse, ma anche esigenze di vita differenti: c’è chi ha bisogno di muoversi molto per lavoro, chi desidera tornare a fare attività all’aria aperta, chi vuole semplicemente recuperare sicurezza nei movimenti quotidiani. Per questo motivo nel nostro laboratorio ortopedico ogni protesi viene studiata valutando attentamente diversi fattori, tra cui:
la conformazione del moncone
la biomeccanica del cammino
la postura e l’equilibrio della persona
il livello di attività quotidiana
gli obiettivi personali del paziente
Solo attraverso questa analisi è possibile progettare una soluzione che permetta alla protesi di integrarsi nel modo più naturale possibile con il corpo e con il movimento.
Il contributo della tecnologia CAD/CAM
Negli ultimi anni le tecnologie digitali hanno migliorato in modo significativo il processo di progettazione protesica. Grazie ai sistemi di modellazione CAD/CAM è possibile realizzare invasi protesici con un livello di precisione molto elevato, adattandoli con grande accuratezza alla morfologia della persona.
Questo consente di ottenere una migliore distribuzione delle pressioni, un comfort superiore durante l’utilizzo quotidiano e una maggiore stabilità durante il cammino. La tecnologia, tuttavia, è solo uno strumento: ciò che fa davvero la differenza è la capacità del tecnico ortopedico di interpretare i dati e trasformarli in una soluzione funzionale per la persona.
Quando il risultato si vede nella vita di tutti i giorni
La foto che Domenico ci ha inviato racconta proprio questo. Camminare sulla sabbia può sembrare un gesto semplice, ma per chi utilizza una protesi rappresenta una situazione particolarmente impegnativa: il terreno è instabile, il passo deve adattarsi continuamente e l’equilibrio cambia a ogni movimento.
Vedere Domenico passeggiare con tranquillità in riva al mare è per noi la dimostrazione più concreta che una protesi progettata con attenzione può restituire libertà di movimento e sicurezza. Ed è anche la conferma che il lavoro svolto insieme al paziente può davvero fare la differenza.
Ritrovare autonomia
Ogni percorso protesico è diverso e richiede tempo, ascolto e collaborazione tra il paziente e il tecnico ortopedico. Il nostro obiettivo non è semplicemente realizzare un dispositivo tecnico, ma accompagnare la persona verso il recupero della propria autonomia e della propria qualità di vita.
Perché tornare a camminare con sicurezza significa molto più che muoversi: significa riprendere le proprie abitudini, i propri spazi e la propria libertà. Proprio come il maestro Domenico, che oggi può concedersi una passeggiata sulla spiaggia. Come ha commentato il nostro AD, Giuseppe Tombolini sui social: “Prima l’amicizia, la stima, l’affetto, poi la professione. Amico, fratello e purtroppo paziente, ma paziente modello! Grande Domenico
