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il trattamento del piede diabetico

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Il piede diabetico rappresenta una temibile complicanza cronica del diabete che si sviluppa come conseguenza di una neuropatia ed arteriopatia, condizioni patologiche della malattia metabolica d’origine: il diabete.
Un diabete non controllato e pericolosamente sottovalutato, costituisce un rischio per la salute dei piedi ma anche per la stessa vita del paziente!
La neuropatia diabetica o danno neurologico può provocare insensibilità alla pianta del piede (quindi far perdere la capacità di percepire il dolore da sovraccarico, da pressione o frizione della calzatura, i cambiamenti di temperature) e questo purtroppo significa che un paziente diabetico tende a non accorgersi della presenza di ferite ed ustioni.
Se alla neuropatia diabetica si aggiunge la cattiva circolazione sanguigna a livello degli arti inferiori, si comprende come un piccolo graffio sul piede possa procurare danni che, se trascurati, possono indurre gangrena.
La neuropatia è estremamente pericolosa per il piede del diabetico nel senso che il paziente avvertendo il danno in forma minore rispetto alla realtà, continuando a camminare nella maniera inadeguata, continua a dare peso sulla zona lesionata, ipercaricandola per poi farle degenerare sino a formare ulcere sanguinanti, infezioni etc etc.
Non bisogna sottovalutare le deformazioni del piede in quanto possono costituire una conseguenza della neuropatia che a sua volta crea uno scompenso tra i muscoli intrinseci ed estrinseci del piede determinando così una vera e propria retrazione del piede stesso .
Si può comprendere come il piede deformato è costretto a modificare il suo appoggio al terreno e la fragilità della cute non riuscendo a tollerare traumi, sfregamenti ed urti, si lacera molto facilmente degenerando in ulcere.

Nella cura del piede diabetico un ruolo importante lo svolgono i plantari ortopedici su misura e le calzature ortopediche.
Individuare il presidio più adatto è fondamentale per garantire i migliori risultati, prevenendo o ritardando l’aggravamento del quadro clinico.
La difficoltà motoria è la peculiarità del soggetto diabetico.
Questa deambulazione più lenta determina un marcato aumento dei carichi pressori a livello plantare, poiché il soggetto mantiene per un tempo maggiore il peso sui punti d’appoggio.

La calzatura preventiva deve essere leggera, realizzata con pellami naturali, traspirante, di forma sufficientemente comoda da realizzare un connubio tra piede, calzatura e plantare, oltre ad avere una suola semirigida.

Nella calzatura terapeutica, invece, gli standard specifici sono quelli della regolazione dell’apertura totale della calzatura per gestire e controllare avampiede e retropiede, della morbidezza del pellame, la presenza di uno scafo specifico per introdurvi plantari su cui adottare scarichi molto precisi e importanti e non ultimo la suola rigida.
Per la sua complessità il progetto ortesico nel piede diabetico non può dunque essere frutto del lavoro di un singolo individuo ma solo un lavoro di squadra.